A nord di Treviso, in aperta campagna, in località Fanzolo, si trova una delle più celebri dimore palladiane, la Villa Emo. Circondata da un vasto appezzamento destinato ad usi agricoli e preceduta da un lungo asse prospettico costituito da un viale alberato, la dimora, progettata nella seconda metà del ‘500 dal Palladio, esemplifica in modo magistrale la doppia dimensione che la casa di campagna riveste per i patrizi veneziani: essa è, infatti, contemporaneamente un “luogo di delizie” destinato all’ozio e il centro di rilevanti attività agricole. Al corpo dominicale, contraddistinto dal linguaggio architettonico classico, si accostano, infatti, le due barchesse, terminanti con due torri colombare. Gli ambienti interni della parte padronale sono impreziositi dalle decorazioni a fresco eseguite dallo Zelotti: queste pitture raffigurano soggetti mitologici ed allegorici, “sfondando” illusionisticamente le pareti delle sale.
A Maser, ai piedi dei dolci colli della Marca, sorge un’altra celeberrima dimora ideata dal Palladio, questa volta per volere dei colti e raffinati fratelli Barbaro, da cui la villa trae il proprio nome. Perfettamente integrata con l’ambiente naturale che lo circonda, il complesso si trova al centro di estese proprietà terriere, a testimonianza degli intendimenti pratici, e non solo ideali, che animano i committenti al momento della costruzione della villa.
La volontà di ricreare in terra veneta una “villa romana” è evidente nell’inserzione di alcuni elementi architettonici, tra cui in particolare il ninfeo, decorato da finissimi stucchi e sculture del Vittoria, e il tempietto, concepito ad imitazione del Pantheon. Al pari della dimensione architettonica anche quella decorativa ha un valore storico-artistico straordinario: le stanze del corpo dominicale sono, infatti, arricchite da un meraviglioso ciclo di affreschi, che celebra la famiglia committente e che si deve all’abile mano del Veronese. Un annesso di Villa Barbaro ospita, infine, l’interessante Museo delle Carrozze.
A pochi passi da Maser si trova l’affascinante borgo di Asolo, ricco di arte e cultura, eredità preziosa di secoli di storia che hanno visto passare in questa autentica gemma della Marca illustri personaggi, da Caterina Cornaro, con la sua illustre corte di artisti e letterati, ad Eleonora Duse, da Robert Browning ad Henry James, solo per citarne alcuni.
Ed ancora oggi ogni edificio della cittadina, sia esso un manufatto fortificato medievale o un elegante palazzetto veneziano, racconta di qualcuno di essi, delle sue attività, delle sue virtù e dei suoi vizi. Poco più a nord di questa cittadina si trova, invece, un piccolo borgo la cui fama è legata, a differenza di Asolo, ad un unico straordinario personaggio: si tratta di Possagno, paese che ha dato i natali ad Antonio Canova. La sua dimora, oggi adibita a museo e gipsoteca, e il meraviglioso Tempio testimoniano in modo eloquente la spettacolare “parabola artistica” del genio neoclassico stimato ed amato da nobili, principi, re ed imperatori di tutta Europa.
Parlando di “cultura del cibo e del vino”, oltre che di arte, storia e paesaggio, non si può non invitare il visitatore a scoprire quell’angolo di paradiso che è il Relais Duca di Dolle, in località Rolle. Nella suggestiva cornice delle verdi colline del Prosecco sorge questa incantevole struttura ricettiva, frutto di una sapiente opera di restauro che ha ridato vita ad un antico monastero cinquecentesco.
Qui la nobile arte dell’ospitalità si fonde da secoli con la viticoltura, attività cui gli esperti proprietari del complesso si dedicano con passione e soddisfazione fin dal lontano ‘500. Una passeggiata attraverso il “verde mare” di vigneti che circonda la dimora non può che concludersi con l’esperienza unica ed indimenticabile della degustazione del Prosecco, le cui effervescenti bollicine sono le protagoniste indiscusse di questo angolo di paradiso.
Dopo essersi ritemprato nella quiete e nella pace di Rolle, il visitatore può dedicarsi alla scoperta di due vasti complessi fortificati del Trevigiano. Il primo, Castelbrando, sorge in località Cison di Valmarino e si erge maestoso su una verde altura. Costruito in un sito colonizzato fin dall’epoca preistorica, il maniero viene ad assumere le sue attuali forme nel periodo compreso tra il Medioevo e il ‘700, contraddistinguendosi, dunque, per l’accostamento di diversi stili architettonici, che, tuttavia, si combinano splendidamente tra loro e con l’incantevole paesaggio circostante.
Complesso senza dubbio tra i più scenografici ed imponenti dell’intera regione, oggi esso ospita una struttura ricettiva e congressuale, che comprende, tra l’altro, numerosi ristoranti e bar ed anche una sezione museale. Il panorama che il visitatore può godere dalle finestre delle stanze, dalle terrazze o dagli antichi bastioni è assolutamente straordinario e testimonia quanto lo storico edificio sia perfettamente “incastonato” nel paesaggio trevigiano: un soggiorno o una semplice visita a Castelbrando permettono di “assaporare” un’ospitalità raffinata e ricercata, declinata all’insegna della storia, dell’arte, della cultura e dell’enogastronomia.
Prima di visitare l’altrettanto imponente complesso fortificato di Susegana è d’obbligo fare una sosta a Vittorio Veneto, cittadina ricca di fascino e di storia, le cui due anime sono gli antichi abitati di Ceneda e Serravalle. Quest’ultima, in particolare, conserva una caratteristica struttura urbana di matrice tardo-medievale-rinascimentale, con scorci assai pittoreschi e caratteristici.
Nel cuore di Serravalle si trova l’antico Castello di Serravalle, pregevole manufatto di origine medievale che oggi ospita un’elegante struttura ricettiva. Laddove in passato vi erano sale e cortili abitati dai Da Camino prima e dai podestà veneziani poi, oggi il visitatore può trovare stanze calde ed accoglienti e verdi giardini, il tutto protetto da robuste mura merlate: una vera oasi di pace e tranquillità, dunque, inserita nella pregevole cornice dell’antico borgo di Serravalle.
Nelle verdi e dolci colline che circondano Conegliano, in località Susegana, si trova il Castello di San Salvatore, risalente al ‘200. Nel corso della storia il vastissimo complesso, eretto per volontà della nobile famiglia dei Collalto, è stato oggetto di continue opere di rinnovamento, abbellimento e restauro, che hanno reso il maniero non solo una struttura difensiva ma anche una vera e propria residenza nobiliare; nei secoli le eleganti sale del complesso hanno, infatti, accolto al proprio interno illustri ospiti, come Monsignor Giovanni Della Casa, che hanno contribuito a diffondere la fama del castello e della famiglia Collalto.
Immerso in un paesaggio ancora in gran parte intatto, il maniero è circondato da estese coltivazioni di vigneti, che testimoniano l’antica vocazione agricola di questo incantevole “spicchio” di terra trevigiana. Ed, infatti, fin dal periodo medievale a Susegana la famiglia Collalto si dedica con passione alla produzione di straordinari vini, in primis naturalmente il prosecco, che con pieno merito conquistano fama ed onori sulle tavole del mondo intero. Tuttavia, sorseggiare questo “nettare degli dei” tra le antiche mura del maniero, circondati dal dolce paesaggio collinare, è un’esperienza unica ed irripetibile che rende ancora più ricca e densa di significati una visita della meravigliosa Marca.